AFRICA/MOZAMBICO - Cura dei malati di Aids: impegno della Confederazione delle Associazioni cattoliche

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Posted on: 05/28/18
Maputo - In Mozambico l’Aids è una malattia considerata un vero e proprio castigo e il malato spesso viene ripudiato dalla propria famiglia e abbandonato al suo destino. Nonostante la fornitura gratuita dei farmaci antiretrovirali, molti dei pazienti non riescono ad essere costanti nel trattamento e abbandonano le cure: da un lato non ci sono le condizioni per un’adeguata alimentazione e l’assunzione dei farmaci a stomaco vuoto provoca gastriti, vertigini e altri problemi di salute. Dall’altro, spesso è necessario integrare altri medicinali a pagamento e i pazienti non hanno i mezzi per coprire la spesa. A ciò si aggiunge anche la scarsa consapevolezza dell’importanza del trattamento e delle conseguenze, la poca comprensione delle informazioni del medico e altre motivazioni più personali.
Per cercare di far fronte a questo grave fenomeno, nel 2008 la Confederazione delle associazioni cattoliche presenti nel Paese africano ha fondato, a Maputo, il Centro Hakumana, che in xangana, lingua parlata in alcune zone nel centro-sud del Mozambico, significa “accoglienza, famiglia, focolare”.
“Si tratta di un centro diurno dove trovano ospitalità mamme con figli sieropositivi e che, sin da allora, offre supporto alimentare, sanitario-psicologico, informativo e di riabilitazione a tantissime famiglie che vivono nel Bairro Maxaquene, uno dei vari quartieri periferici che si sviluppano alla periferia della città di Maputo”, ha riferito a Fides suor Angelina Zenti, comboniana, referente del progetto.
Il progetto prevede sostegno a 500 ammalati di AIDS, per lo più donne e bambini, spesso orfani, malnutriti e loro stessi sieropositivi, assicurando loro medicine, cibo, ricovero e un pò di sostentamento settimanale per aiutare i più bisognosi con il pagamento dell’affitto o con la ristrutturazione delle loro case.
“Tra gli obiettivi - continua suor Angelina - ci siamo prefissate di offrire formazione e informazione sugli sviluppi della malattia per evitare inutili stigmatizzazioni e prevenirne la trasmissione; il miglioramento dell’alimentazione per le mamme e i bimbi sieropositivi; la realizzazione di corsi finalizzati al reinserimento nel mondo lavorativo; l’aiuto ai più bisognosi con il pagamento dell’affitto o con la ristrutturazione della propria casa”.
Il Centro offre inoltre la possibilità di seguire corsi di taglio e cucito per imparare un mestiere, corsi di informazione sulla malattia e di igiene, di avere un sopporto e una guida psicologica, mentre ai più piccoli è garantito il diritto allo studio con corsi di rinforzo scolastico e alfabetizzazione. Oggi le attività del centro si svolgono grazie alla collaborazione di volontari, sia personale medico specializzato che volontari, e delle suore missionarie comboniane insieme ad altre congregazioni religiose.




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