ASIA/FILIPPINE - I Vescovi filippini: "Collaborazione critica con il Presidente, senza compromessi"

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Posted on: 07/11/18
Manila - I Vescovi cattolici delle Filippine sono disposti a continuare una "collaborazione critica" con il governo. Dopo diverse divergenze di opinioni tra la Chiesa e il presidente Rodrigo Duterte negli ultimi mesi, la Conferenza episcopale delle Filippine ribadisce che la Chiesa cattolica è pronta a collaborare con l'amministrazione Duterte.
Al termine della sua 117ª Assemblea plenaria, l'episcopato filippino ha diramato un'esortazione pastorale di due pagine intitolata "Rallegrati e sii felice", in cui si ricorda che, nel corso della storia del paese, la Chiesa cattolica ha vissuto e svolto la sua missione in presenza di varie forme di governo e ha collaborato con vari leader. Il testo, firmato dall'Arcivescovo Romulo Valles, alla guida della diocesi di Davao e Presidente della Conferenza Episcopale, traccia una "linea rossa", affermando che la Chiesa non scende a compromessi sugli insegnamenti fondamentali della Chiesa cattolica.
"La Chiesa rispetta l'autorità politica, in particolare i funzionari governativi democraticamente eletti, chiedendo il rispetto dei principi spirituali e morali di base che ci sono cari, come la sacralità della vita, l'integrità del creato e la dignità intrinseca della persona umana" ha detto l'Arcivescovo Valles, chiarendo che la Chiesa lavora con il governo per raggiungere l'obiettivo del bene comune, ad esempio nell'affrontare i bisogni dei gruppi più svantaggiati nella società.
Spiegando il senso della "collaborazione critica ", Mons. Valles ha detto che in alcuni casi vi sono "sforzi condivisi" mentre su, alcune questioni specifiche, la collaborazione "non è possibile a causa dei nostri valori spirituali e morali", che la Chiesa "propone ma non impone". In tali casi, "possiamo solo invocare il nostro diritto all'obiezione di coscienza" ha osservato Valles, riconoscendo la "separazione costituzionale tra Chiesa e stato".
Il Presidente dell'episcopato ha anche avuto un colloquio diretto con il presidente Duterte nel Palazzo presidenziale, per cercare di dialogare e ricomporre le recenti fratture tra la Chiesa e il Presidente, acuitesi quando Duterte, nei giorni scorsi, ha rilasciato pubblicamente dichiarazioni sulla "stupidità di Dio", ritenute blasfeme. Alla fine dell'incontro, il portavoce presidenziale Harry Roque ha parlato di "moratoria del presidente riguardo alle dichiarazioni sulla Chiesa".
Intanto Mons. Valles ha chiesto ai fedeli di osservare una speciale preghiera di tre giorni, accompagnata da digiuno ed elemosina, dal 17 al 19 luglio," per invocare la misericordia di Dio su coloro che hanno bestemmiato il Suo santo nome, su coloro che diffamano e portano falsa testimonianza, su quanti commettono omicidio o giustificano l'omicidio come mezzo per combattere la criminalità nel nostro paese" ha detto.
I Vescovi concludono la loro esortazione pastorale invitando tutti a essere sempre "costruttori di pace": "In questi tempi di oscurità, quando c'è così tanto odio e violenza, mentre l'omicidio è diventato un evento quasi quotidiano, quando le persone sono così abituate a scambiarsi insulti e a ferire a parole nei social media, ammoniamo i fedeli a rimanere saldi nella nostra comune vocazione e missione, che è quella di lavorare attivamente per la pace" ha detto Mons. Valles.
Le Filippine, su una popolazione di 110 milioni di abitanti, hanno l'80% di fedeli cattolici, divisi in 86 diocesi.

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